Descrizione
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INDICAZIONI NAZIONALI 11 febbraio 2026: oggi entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo |
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RICORSI: CIO’ CHE E’ POSSIBILE |
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CARTA DEL DOCENTE La riattivazione del borsellino della carta del docente, con l’accredito di una somma per l’a.s. 25/26 spendibile dagli insegnanti per l’acquisto di beni materiali e immateriali dedicati alla loro formazione( hardware e software, ma anche iscrizione a corsi di aggiornamento), riaccende un dibattito che ha visto impegnate le OO.SS. e il mondo della scuola in genere, dal momento della nascita della ” card docente’. Nata come emanazione della controversa legge 107 del 2015 ( la cosiddetta “Buona Scuola” di renziana memoria), all’origine prevedeva l’accredito di 500 euro annuali su un borsellino virtuale presente sulla piattaforma del MIM, destinato esclusivamente ai docenti di ruolo, ed escludeva quindi l’ampia platea dei precari che, come abbiamo detto in più di un’occasione, oltre a rappresentare una percentuale significativa delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola ( nella nostra provincia si calcola un buon 30%), si vedevano ulteriormente penalizzati dal mancato accesso a questo bonus. La battaglia dei ricorsi intrapresa da Cisl Scuola e dalle altre OO.SS., che ha ottenuto il riconoscimento della card anche per i precari, è stata una battaglia per il riconoscimento di un diritto violato, a cui il MIM ha cercato di porre rimedio con un parziale correttivo, estendendo cioè la card anche ai docenti precari con contratto al 31 agosto. L’ultimo decreto legge( n.127/2025) ha finalmente esteso la fruizione della card anche ai docenti con contratto al 30 giugno ed al personale educativo. Una misura di equità , che da un lato vede però ancora esclusi i docenti con supplenze brevi, dall’altro chiede a tutti il sacrificio di vedersi ridotto l’importo annuale da 500 a circa 400 euro. Se la riduzione dell’importo pro capite era inevitabile a fronte dell’indisponibilità a incrementare la copertura economica di un beneficio destinato in origine al solo personale di ruolo, la questione non può essere affrontata e gestita solo con una logica ragionieristica, ma richiede scelte chiare e impegnative di natura politica, nell’ottica di un rafforzamento degli investimenti destinati al sistema di istruzione, e soprattutto, come ha detto la Segretaria generale Barbacci, il contratto resta la sede naturale per dare risposte al personale della scuola, che chiede retribuzioni più adeguate. Per questo, dopo la firma del ccnl 22/24, è necessario arrivare nel più breve tempo possibile all’avvio delle trattative per il triennio 2025/27. |

