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INDICAZIONI NAZIONALI, SIAMO QUASI AL “VIA”: ALCUNE LUCI, TANTE OMBRE Importanti novità in arrivo per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Come abbiamo segnalato nelle newsletter di giugno e luglio, il Ministero Istruzione e Merito ha avviato il percorso per riscrivere le Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo (primaria e secondaria di 1° grado). Il percorso avviato dal MIM è ormai alle battute conclusive.
A che punto siamo Con il comunicato del 9 dicembre, il MIM annuncia che il ministro Valditara ha firmato il testo definitivo ed ha dichiarato: “Con le nuove Indicazioni nazionali si volta pagina”. Nel comunicato si allega il testo definitivo delle Indicazioni nazionali (che attende solamente la registrazione degli organi di controllo, prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale insieme al decreto del ministro).
Il percorso di riscrittura Il testo delle Indicazioni nazionali ha avuto un percorso piuttosto articolato, a partire dalla prima bozza pubblicata lo scorso 9 marzo; ha recepito in parte il parere del CSPI (Consiglio superiore della pubblica istruzione) ed i due successivi pareri del Consiglio di Stato del 9 settembre e del 4 novembre. Il testo è stato oggetto di numerosi interventi di commento, dei quali abbiamo dato notizia nelle due newsletter di giugno e luglio 2025 (vedi i link più sopra).
L’attenzione di Cisl scuola Il percorso di riscrittura delle Indicazioni nazionali è stato seguito dalla Segreteria nazionale Cisl scuola fin dall’audizione del 27 marzo e dal webinar del 9 aprile Il percorso è stato seguito anche a livello piemontese, dove la Cisl scuola Piemonte e le Segreterie territoriali Cisl scuola hanno dato vita ad un Gruppo di lavoro, che ha esaminato ed analizzato il testo nel suo evolvere verso la stesura definitiva.
Il nostro commento Il Gruppo di lavoro ha preso visione del testo firmato dal ministro e ritiene che esso presenti indubbiamente alcune luci, ma anche tante ombre: pur non mancando aspetti condivisibili, questi finiscono per sembrare fuori luogo e in alcuni passaggi, le Indicazioni appaiono più un “ritorno al passato”, ai vecchi e cari programmi. Talvolta, il testo risulta molto generico e bisognoso di attenta lettura da parte degli insegnanti; appare minuzioso e prescrittivo rispetto ai contenuti; in qualche caso, il testo è ritenuto anche discutibile per alcune affermazioni che paiono non avere un fondamento scientifico, ispirandosi a una cultura pedagogica di tipo più nazionalistico con scarsa valorizzazione del concetto di comunità e cittadinanza globale; infine, è stato notato che il profilo di allievo che si propone al corpo docente è talvolta orientato in controtendenza rispetto al comune sentire delle scuole.
Le preoccupazioni ed i timori Com’è stato spiegato in numerosi articoli, in seminari, in convegni, anche il Gruppo di lavoro di Cisl Scuola Piemonte ritiene che il testo delle nuove Indicazioni nazionali desti qualche criticità. Innanzitutto, con alcuni toni prescrittivi esso sembra costituire una minaccia all’autonomia degli istituti scolastici (giova ricordare che l’autonomia è stata riconosciuta proprio per permettere alle scuole di adeguare la proposta formativa alle effettive esigenze degli allievi e tenendo conto delle caratteristiche dei territori e dei loro bisogni educativi e formativi). In secondo luogo, la minuziosità dei contenuti proposti nelle discipline e nei campi di esperienza sembra volersi sostituire alla libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione (art. 33 “Le arti e le scienze sono libere e libero ne è l’insegnamento”); la libertà di insegnamento assume sostanza nel “che cosa insegnare” e nel “come insegnarlo”, avendo attenzione e cura continua nel fare tutto il possibile per raggiungere i traguardi e i livelli di istruzione e di formazione fissati dalla Repubblica. La didattica della nuova pedagogia ministeriale pare comprimere non solo la funzione docente, ma limitare e soffocare anche la ricchezza delle competenze connesse a tale funzione. Inoltre, è stato sottolineato che il nuovo testo sembra voler “semplificare” la lettura della realtà e l’azione del docente, ignorando la complessità e facendo intravedere una possibile standardizzazione del processo formativo (ammiccando in tal modo a quella parte del corpo docente che vede l’insegnamento come un impegno impiegatizio). Sia gli esperti e gli accademici che il Gruppo di lavoro di Cisl Scuola Piemonte si sono interrogati sul ruolo che assumeranno i libri di testo nella realizzazione delle nuove Indicazioni nazionali Infine, un ultimo elemento in controtendenza è stato rilevato nella declinazione dei modi di inclusione di tutti gli allievi, nessuno escluso. Le Indicazioni nazionali sembrano quasi disconoscere il valore civico e l’impegno che le scuole ed i loro insegnanti spendono quotidianamente per non “lasciare indietro” proprio nessuno.
Il futuro prossimo E’ noto che le Indicazioni nazionali entreranno subito in vigore con la imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dovranno (dovrebbero!) essere applicate già da settembre 2026. Il Ministero fornirà delle disposizioni (ad esempio, sull’insegnamento del latino) e delle Linee di indirizzo (ad es., sull’apprendimento e sulla didattica con l’intelligenza artificiale) Presumibilmente, per i docenti e per i dirigenti scolastici sarà realizzato un piano di informazione/formazione connesso alle Indicazioni. Le case editrici adegueranno i libri di testo. I Collegi dei docenti analizzeranno collegialmente le Indicazioni e certamente recepiranno ogni aspetto di novità che il testo ministeriale presenta; i Collegi assumeranno così le opportune scelte di aggiornamento dei curricoli e del Ptof nel suo insieme, sulla base delle esigenze che rilevano nella loro utenza e in base ai bisogni che esprime la comunità locale; i team docenti dovranno scegliere gli strumenti più opportuni per l’insegnamento. Le scuole, con l’autonomia scolastica, hanno la possibilità di garantirsi spazi di progettazione autonoma e fare scelte pedagogiche. per adattare l’offerta formativa alle specificità del proprio contesto
L’impegno di Cisl Scuola Anche sul tema dell’attuazione delle Indicazioni nazionali, la storia del nostro sindacato e le scelte più recenti di politica sindacale ci permettono di prevedere con tutta certezza che la Cisl Scuola proseguirà ad ogni livello la sua opera di tutela, di informazione e di formazione dei suoi iscritti, nel quadro più ampio della scuola come comunità educativa e come strumento di promozione del soggetto e della società. Sicuramente, lo farà seguendo passo passo e con mente libera da condizionamenti politici ed ideologici l’azione delle amministrazioni scolastiche centrali e periferiche. Si confronterà quando il confronto è possibile, concorderà quando è utile concordare, ma anche dissentirà quando il dissenso è necessario e doveroso.
Il Gruppo di lavoro CISL Scuola Piemonte, nell’assumere con responsabilità il delicato ruolo di “osservatorio”, metterà a disposizione delle Segreterie dei territori piemontesi (CISL Scuola Alessandria e Asti; Cuneo; Piemonte orientale; Area metropolitana Torino e Canavese) materiali di approfondimento e spunti di lavoro; i Segretari Generali Territoriali in accordo con le Segreterie e i loro Consigli generali, comunicheranno agli iscritti le iniziative che vorranno porre in essere in collaborazione con il gruppo di lavoro: di presentazione Indicazioni, momenti di approfondimento, proposte di azione sindacale, bozze di delibera per i Collegi dei docenti ed ogni altra azione che riterranno utile e necessaria. E’ essenziale che ciascun iscritto a Cisl scuola assuma il suo personale impegno, nella misura che ritiene utile e possibile, in sindacato o nella sua scuola: sarà ben evidente a tutti che il pericolo maggiore di un nuovo testo programmatico non sta nella struttura in sé ma in un’attuazione poco consapevole, acritica ed eventualmente disimpegnata.
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